(INTERMEZZO NUMERO 2)

Una tartaruga andò in un supermercato e chiese alla commessa una caramellina, e la commessa disse: “Mi dispiace, qui non abbiamo caramelline per tartarughe”. Allora la tartaruga se ne andò fuori dal supermercato piangendo.
Poi un tricheco entrò

anche lui nel supermercato e chiese, come la tartaruga, una caramellina alla commessa. La commessa disse: “Mi dispiace, qui non abbiamo caramelline per trichechi”. Allora il tricheco se ne andò fuori dal supermercato piangendo, proprio come la tartaruga.
La tartaruga e il tricheco si trovarono fuori dal supermercato e decisero di andare alla spiaggia.
Arrivati alla spiaggia videro passare un motociclista irlandese che con la sua moto faceva tanto rumore. Allora la tartaruga e il tricheco si misero a dire parloacce al motociclista e il motociclista diede loro un calcio che li fece volare in alto.
Quando riatterrarono ripresero a dire parolacce, ma intanto passò di là un altro motociclista irlandese che li sentì, e pensò che le parolacce fossero rivolte a lui, e diede loro un calcio ancora più forte, mandandoli ancora più in alto, e li spedì sulle ali di un uccello.
L’uccello per la botta cadde su di uno scoglio e si fece molto male, ma così tanto, ma così tanto, ma così tanto, che diede loro un calcio

che li spedì dentro alla cabina di pilotaggio di un’aereo che passava di lì, e il pilota si arrabbiò così tanto, perché gli avevano rotto il vetro dell’aereo, che diede loro un calcio che li spedì giù, di nuovo sugli scogli.
Ma ormai era scesa la notte e decisero di guardare le stelle.
Guardando le stelle si innamorarono, si sposarono ed ebbero un figlio: il TARTACHECO,

che è per metà tricheco e per metà tartaruga e che si può chiamare anche TRICHERUGA.
FINE